Jarabe de Palo e Pau Donés - membri, album e storia

Domiziano Fabbri

Domiziano Fabbri

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29 settembre 2026

Tre primi piani di uomini con barba. Il primo, con un microfono, ricorda lo stile di Jarabe de Palo.

Basta ascoltare le prime note di La flaca per capire perché Jarabe de Palo sia rimasto così riconoscibile nella musica spagnola. Dietro il nome c’era una band guidata da Pau Donés, ma anche una formazione in continuo cambiamento, capace di mescolare rock, pop, ritmi latini e sensibilità cantautorale. Qui ricostruisco i membri principali, le diverse fasi del gruppo, gli album essenziali e ciò che resta oggi della sua eredità.

La mappa essenziale della band di Pau Donés

  • Origine La band nacque in Spagna negli anni Novanta attorno a Pau Donés.
  • Leader Donés era cantante, chitarrista, autore e principale direzione creativa del progetto.
  • Formazione finale David Muñoz, Jordi Vericat, Alex Tenas, Jaime Burgos e Jimmy Jenks Jimenez affiancarono Donés negli ultimi anni.
  • Successi La flaca, Depende, Bonito, Agua ed Eso que tú me das sono i brani più rappresentativi.
  • Stato attuale Dopo la morte di Donés nel 2020, il gruppo non ha proseguito come formazione attiva con il suo storico frontman.

Un chitarrista con bandana rossa suona sul palco, mentre un batterista è immerso nel ritmo. L'atmosfera è quella di un concerto dei Jarabe de Palo.

La band nacque attorno a una voce e a una chitarra

Il progetto prese forma a Barcellona nella seconda metà degli anni Novanta, con Pau Donés al centro come cantante, chitarrista e autore. Il primo album, La flaca, uscì nel 1996, ma fu soprattutto il successo del brano omonimo nel 1997 a trasformare il gruppo in un fenomeno internazionale.

Il punto di forza non era soltanto il ritornello immediato. Donés riusciva a scrivere testi semplici in apparenza, spesso costruiti su frasi quotidiane, ma capaci di parlare di amore, dubbi, amicizia e fragilità senza risultare pesanti. A mio avviso, è proprio questa combinazione tra accessibilità e personalità ad aver permesso alla band di superare l’etichetta di semplice gruppo da tormentone estivo.

Il suono partiva dal rock, ma lasciava spazio a rumba, funk, pop, flamenco e ritmi afro-cubani. Questa libertà stilistica rendeva ogni album diverso dal precedente e spiegava anche la facilità con cui il gruppo riusciva a collaborare con artisti lontani dal rock spagnolo.

La formazione cambiava spesso, ma il centro restava stabile

Uno degli aspetti più interessanti è che non esisteva una formazione immutabile. Intorno a Donés ruotavano musicisti diversi, scelti in base al tour, agli arrangiamenti e alla direzione sonora del momento. Il nucleo più noto degli ultimi anni era composto da questi artisti.

Musicista Ruolo principale Presenza nella fase finale
Pau Donés Voce, chitarra, autore Dal 1996 al 2020
David Muñoz Chitarra e voce Dal 2014 al 2020
Jordi Vericat Basso e cori Dal 2011 al 2020
Alex Tenas Batteria Dal 1996 al 2020
Jaime Burgos Tastiere e pianoforte Dal 2013 al 2020
Jimmy Jenks Jimenez Sassofono Dal 2009 al 2020

Tra gli altri musicisti associati alle diverse epoche compaiono Jordi Mena, Dani Forcada, Joan Gené, Marià Roch, Toni-Chupi Saigi, Quino Béjar, Kyke Serrano, Dani Baraldés, Jordi Busquets, Carmen Niño e Riki Frouchtman. Non tutti ebbero lo stesso peso o la stessa durata nel progetto, ed è proprio questa rotazione a spiegare perché le fotografie delle varie tournée mostrino gruppi spesso differenti.

La distinzione importante è questa: i musicisti contribuivano agli arrangiamenti e all’energia dal vivo, mentre Donés rimaneva il principale punto creativo. Per questo la band poteva cambiare assetto senza perdere immediatamente la propria identità.

Pau Donés era il leader, non l’unico volto musicale

Definire Donés soltanto come il cantante sarebbe riduttivo. Era la voce più riconoscibile, ma anche il chitarrista, il compositore e il personaggio che teneva insieme la comunicazione del gruppo. La sua scrittura aveva un tono diretto, a volte ironico, capace di trasformare un pensiero comune in una frase memorabile.

La sua leadership non impedì alla band di cercare nuove combinazioni. In Italia il progetto ha avuto un legame particolarmente forte con il pubblico e con diversi artisti locali. Tra le collaborazioni più note ci sono Como un pintor con i Modà, La quiero a morir con Francesco Renga, una partecipazione con i Nomadi e Voodoo Love con Ermal Meta.

Questi incontri mostrano una caratteristica che considero decisiva: la musica del gruppo era abbastanza personale da essere riconoscibile, ma anche abbastanza aperta da accogliere lingue, timbri e sensibilità diverse. Il risultato non sembrava un semplice duetto promozionale, ma un’estensione naturale del suo pop-rock mediterraneo.

Gli album raccontano l’evoluzione del gruppo

Per capire i membri e le trasformazioni della band conviene ascoltare gli album in sequenza. La discografia mostra come il gruppo sia passato dal successo immediato a una scrittura più riflessiva, senza abbandonare la vocazione melodica.

Album Perché è importante
La flaca - 1996 Presenta il suono del gruppo e contiene il brano che lo porta al successo internazionale.
Depende - 1998 Dimostra che la band non è legata a un solo tormentone e rafforza la sua identità pop-rock.
De vuelta y vuelta - 2001 Segna una fase più matura, con testi articolati e arrangiamenti più consapevoli.
Bonito - 2003 Porta in primo piano una scrittura luminosa e una dimensione più corale.
1 m² - 2004 Amplia la tavolozza ritmica e conferma la volontà di non ripetere la formula iniziale.
Adelantando - 2007 Unisce pop, rock e influenze latine con un approccio più internazionale.
Orquesta Reciclando - 2009 Rilegge il repertorio con nuovi arrangiamenti e valorizza la dimensione dal vivo.
Somos - 2014 Rappresenta una fase di rinnovamento, con collaborazioni e una produzione più essenziale.
50 Palos - 2017 Rilegge parte della carriera in una veste più intima e personale.
Tragas o escupes - 2020 È l’ultimo album pubblicato durante la vita di Donés e chiude il percorso discografico principale.

Se dovessi indicare un percorso d’ascolto breve, partirei da La flaca, Depende, Bonito e Eso que tú me das. Il primo brano spiega l’origine del successo, i successivi mostrano l’evoluzione e l’ultimo riassume il lato più umano e diretto dell’autore.

Che cosa resta oggi della formazione

Pau Donés è morto il 9 giugno 2020, dopo una lunga malattia, e la sua scomparsa ha chiuso la fase storica del gruppo. Nello stesso anno era arrivato Tragas o escupes, mentre Eso que tú me das aveva assunto un significato particolare per il pubblico proprio per il tono affettuoso e vitale del brano.

Nel 2026 è quindi più corretto parlare di eredità musicale che di una band attiva con una nuova formazione. I musicisti dell’ultima fase restano importanti per comprendere il suono dei concerti e degli album finali, ma il progetto era legato in modo troppo stretto alla voce e alla scrittura di Donés per essere sostituito senza cambiare natura.

La sua influenza si sente ancora nella capacità di rendere popolare una canzone senza svuotarla di contenuto. Non servivano testi complicati per affrontare temi seri, e questa è forse la lezione più forte lasciata dalla band: la semplicità funziona quando nasce da un’identità precisa, non quando è soltanto una scorciatoia commerciale.

Il modo migliore per riscoprire Pau Donés

Chi conosce soltanto La flaca dovrebbe ascoltare almeno un album completo, soprattutto Depende o Bonito. I singoli spiegano il successo, ma la sequenza dei dischi fa capire meglio il lavoro dei musicisti, il ruolo degli arrangiamenti e la crescita della scrittura.

Io partirei da un ascolto in tre passaggi: il debutto per l’energia, la fase centrale per la varietà e l’ultimo periodo per il lato più intimo. Così emerge il quadro completo di un gruppo che ha cambiato spesso componenti, ma ha mantenuto una voce artistica riconoscibile fino alla fine.

Domande frequenti

Accanto a Pau Donés, voce, chitarra e autore, la formazione finale comprendeva David Muñoz alla chitarra e voce, Jordi Vericat al basso, Alex Tenas alla batteria, Jaime Burgos alle tastiere e Jimmy Jenks Jimenez al sassofono.

La band non aveva una formazione immutabile: i musicisti venivano scelti in base ai tour, agli arrangiamenti e alla direzione sonora del momento. Donés restava il principale punto creativo, permettendo al gruppo di cambiare assetto senza perdere subito la propria identità.

Un percorso essenziale comprende La flaca del 1996, Depende del 1998 e Bonito del 2003. Per il lato più intimo e maturo si può aggiungere Tragas o escupes, l'ultimo album pubblicato durante la vita di Donés.

Dopo la morte di Pau Donés, avvenuta il 9 giugno 2020, la fase storica del gruppo si è conclusa. Nel 2026 è quindi più corretto parlare dell'eredità musicale di Jarabe de Palo che di una formazione attiva con il suo storico frontman.
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discografia pop-rock jarabe de palo pau donés musica spagnola

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Domiziano Fabbri
Mi chiamo Domiziano Fabbri e ho accumulato 15 anni di esperienza nel mondo della musica, degli artisti e delle classifiche. La mia passione per la musica è iniziata in giovane età, quando ho scoperto il potere che un brano può avere nel raccontare storie e suscitare emozioni. Da allora, ho dedicato la mia carriera a esplorare e analizzare le varie sfaccettature di questo campo, cercando di portare ai lettori contenuti utili e di qualità. Scrivo di artisti emergenti, tendenze musicali e classifiche, sempre con l'obiettivo di semplificare argomenti complessi e presentare informazioni aggiornate e verificate. Mi piace confrontare diverse fonti e organizzare le mie scoperte in modo chiaro, affinché chi legge possa comprendere meglio il panorama musicale contemporaneo. Sono convinto che la musica sia un linguaggio universale e mi impegno a condividere le mie conoscenze per aiutare gli altri a esplorare questo affascinante mondo.
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