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Chi sono i membri de Lo Stato Sociale e quali album ascoltare

Matteo Guerra

Matteo Guerra

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16 ottobre 2026

Cinque uomini in posa, con ombre suggestive sullo sfondo, sembrano discutere dello stato sociale.

Capire chi siano davvero i membri de Lo Stato Sociale significa andare oltre il ritornello di “Una vita in vacanza”. La band bolognese ha costruito la propria identità mescolando indie pop, elettronica, satira, impegno civile e una scrittura profondamente collettiva. In questa guida ricostruisco la nascita del gruppo, il ruolo dei cinque componenti, gli album più importanti e il percorso che li ha portati dal circuito indipendente al Festival di Sanremo.

Cinque personalità diverse hanno costruito una delle band più riconoscibili dell’indie italiano

  • Origini bolognesi e nascita nel 2009 negli ambienti di Radio Città Fujiko.
  • Formazione a cinque dal 2011, con Lodo, Albi, Bebo, Checco e Carota.
  • Secondo posto a Sanremo 2018 con “Una vita in vacanza”.
  • Ruoli condivisi: tutti partecipano alla scrittura, anche se con strumenti e personalità differenti.
  • Quattro album in studio, dal primo “Turisti della democrazia” a “Stupido sexy futuro”.

Giovane uomo con capelli ricci e baffi, con una mano tra i capelli, su uno sfondo scintillante. Un'immagine che riflette lo stato sociale attuale.

Da Bologna alla ribalta nazionale

Il gruppo nasce a Bologna nel 2009, quando Alberto Cazzola, Alberto Guidetti e Lodovico Guenzi condividono l’esperienza di dj a Radio Città Fujiko. All’inizio non c’è un progetto costruito a tavolino. C’è piuttosto la voglia di stare insieme, suonare e trasformare il linguaggio della radio e della cultura indipendente in canzoni.

Nel 2011 arrivano Francesco Draicchio ed Enrico Roberto, completando la formazione che il pubblico conosce ancora oggi. La crescita è graduale, sostenuta da concerti, passaparola e una presenza molto forte nella scena alternativa italiana. A mio avviso, proprio questa gavetta ha dato alla band una naturalezza che molti progetti pop cercano di imitare senza riuscirci.

L’esordio discografico arriva con l’EP Welfare Pop nel 2010, seguito da Turisti della democrazia nel 2012. Il suono è elettronico, ironico e volutamente irregolare, ma sotto la superficie giocosa si trovano temi come precarietà, relazioni, lavoro e disuguaglianze.

Chi sono i cinque membri e che cosa portano al gruppo

Il punto distintivo della band è che non esiste un solo frontman nel senso tradizionale. Lodo è il volto più riconoscibile, ma il progetto funziona grazie all’equilibrio tra cinque voci, cinque sensibilità e competenze musicali diverse.

Membro Ruolo principale Elemento distintivo
Lodovico “Lodo” Guenzi Voce, chitarra e pianoforte È il comunicatore più immediato e il volto spesso associato alla band.
Alberto “Albi” Cazzola Basso e voce Porta una presenza ritmica solida e un approccio diretto alla scrittura.
Alberto “Bebo” Guidetti Drum machine e voce Contribuisce alla componente elettronica e alla costruzione dei ritmi.
Francesco “Checco” Draicchio Sintetizzatore e voce Aggiunge profondità elettronica, arrangiamenti e una vena più sperimentale.
Enrico “Carota” Roberto Pianoforte, sintetizzatore e voce Unisce tastiere, melodia e una sensibilità pop molto riconoscibile.

Questa divisione non va interpretata come una struttura rigida. La band ha spiegato più volte di scrivere insieme, in studio, via email o anche durante momenti informali. È un dettaglio importante, perché chiarisce perché i brani passino facilmente dal tormentone alla riflessione politica senza sembrare appartenere a due gruppi diversi.

Io trovo particolarmente interessante il rapporto tra Lodo e gli altri componenti. La sua esposizione mediatica potrebbe far pensare a un progetto centrato su una sola persona, ma la storia del gruppo racconta qualcosa di diverso. La dimensione collettiva non è una semplice immagine promozionale: è il metodo con cui la band ha sviluppato musica, testi e spettacoli.

Gli album da ascoltare per seguire l’evoluzione

Per conoscere il gruppo non partirei soltanto da Sanremo. “Una vita in vacanza” è il brano più popolare, ma rischia di raccontare solo una parte del percorso. La discografia mostra come il progetto sia passato dall’elettronica indipendente a una forma più ampia di pop d’autore.

Album o progetto Anno Perché ascoltarlo
Turisti della democrazia 2012 È il disco che definisce l’ironia, l’energia elettronica e lo spirito indipendente degli esordi.
L’Italia peggiore 2014 Allarga il discorso sociale e consolida la scrittura tagliente del gruppo.
Amore, lavoro e altri miti da sfatare 2017 Rende più evidente il rapporto tra sentimenti privati, lavoro e cambiamenti culturali.
Primati 2018 Raccoglie il momento della consacrazione nazionale e include brani legati all’esperienza sanremese.
Attentato alla musica italiana 2021 È un progetto particolare, composto da cinque EP dedicati individualmente ai membri.
Stupido sexy futuro 2023 Riprende l’attitudine originaria affrontando crisi economica, diritti, intolleranze e futuro.

Il progetto più curioso è “Attentato alla musica italiana”, formato da cinque EP, uno per ciascun componente. Non è un semplice esercizio solista: serve a mostrare le diverse direzioni creative che convivono dentro la band. “Stupido sexy futuro”, pubblicato nel 2023, riporta invece il gruppo verso una dimensione unitaria e aggiorna i suoi temi al presente.

Sanremo ha cambiato la percezione della band

Nel 2018 il gruppo partecipa al Festival di Sanremo con “Una vita in vacanza” e conquista il secondo posto. La performance della “vecchia che balla”, interpretata da Paddy Jones, diventa uno dei momenti più ricordati di quell’edizione e porta la band a un pubblico molto più ampio.

Il risultato è significativo perché il brano non rinuncia all’ironia, ma la inserisce in una struttura pop immediata. Il tema della fuga dalla routine, del lavoro e delle aspettative sociali arriva anche a chi non frequentava l’ambiente indie. È qui che, secondo me, il gruppo ha mostrato il suo talento migliore: trasformare argomenti complessi in immagini facili da ricordare.

Il successo, però, non cancella la loro identità precedente. Dopo Sanremo arrivano nuovi concerti, maggiore esposizione televisiva e collaborazioni, ma restano centrali la scrittura collettiva, il gusto per il paradosso e una certa diffidenza verso le definizioni troppo strette.

Nel 2021 tornano all’Ariston con “Combat Pop”. Il brano è meno immediato del successo del 2018 e proprio per questo aiuta a capire un aspetto spesso trascurato: il gruppo non ha mai voluto ripetere la stessa formula per inseguire il risultato più facile.

Indie, pop ed elettronica convivono senza una formula fissa

Definire la band soltanto come indie pop è comodo, ma incompleto. Nei loro brani convivono electropop, spoken word, cantautorato, dance e satira sociale. La drum machine e i sintetizzatori sostituiscono spesso la batteria tradizionale, mentre basso, pianoforte e chitarra mantengono una componente suonata molto riconoscibile.

La loro forza non sta nella ricerca di un suono perfettamente uniforme. Al contrario, il gruppo funziona proprio perché accetta contrasti tra una base ballabile e un testo amaro, tra una battuta e una critica politica, tra il linguaggio quotidiano e una riflessione più ampia.

Chi si avvicina per la prima volta alla band dovrebbe ascoltare almeno tre brani con intenzioni diverse. “Una vita in vacanza” mostra il lato pop, “La musica non è una cosa seria” chiarisce l’ironia metamusicale, mentre “Combat Pop” evidenzia il tono più polemico e contemporaneo.

Per capire davvero i cinque regaz bolognesi

La chiave per leggere il percorso del gruppo è non separare mai musica, spettacolo e posizione culturale. I cinque membri hanno costruito un progetto in cui la popolarità non elimina la complessità, ma la porta dentro canzoni accessibili, concerti energici e immagini capaci di restare nella memoria.

Se dovessi scegliere un punto di partenza, inizierei da “Turisti della democrazia” per conoscere le origini, passerei a “Primati” per capire la svolta pop e arriverei a “Stupido sexy futuro” per osservare come la band ha riletto il proprio linguaggio. È un percorso più utile del semplice ascolto del singolo sanremese, perché restituisce l’idea di un collettivo nato a Bologna e rimasto fedele alla sua natura condivisa.

Domande frequenti

La formazione comprende Lodovico “Lodo” Guenzi alla voce, chitarra e pianoforte, Alberto “Albi” Cazzola al basso e voce, Alberto “Bebo” Guidetti alla drum machine e voce, Francesco “Checco” Draicchio al sintetizzatore e voce ed Enrico “Carota” Roberto al pianoforte, sintetizzatore e voce.

Il gruppo nasce a Bologna nel 2009 dall’esperienza di Alberto Cazzola, Alberto Guidetti e Lodovico Guenzi come dj a Radio Città Fujiko. Nel 2011 l’arrivo di Francesco Draicchio ed Enrico Roberto completa la formazione a cinque.

“Turisti della democrazia” mostra le origini elettroniche e indipendenti, “Primati” documenta la consacrazione nazionale, mentre “Stupido sexy futuro” aggiorna i temi della band al presente. Sono rilevanti anche “L’Italia peggiore”, “Amore, lavoro e altri miti da sfatare” e il progetto “Attentato alla musica italiana”, composto da cinque EP dedicati ai membri.

Nel 2018 la band ha conquistato il secondo posto con “Una vita in vacanza”, diventando nota a un pubblico molto più ampio anche grazie alla performance della “vecchia che balla”. Nel 2021 è tornata al Festival con “Combat Pop”, un brano meno immediato e più polemico.
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Autor Matteo Guerra
Matteo Guerra
Mi chiamo Matteo Guerra e ho cinque anni di esperienza nel mondo della musica, degli artisti e delle classifiche. La mia passione per la musica è nata fin da giovane, quando trascorrevo ore ad ascoltare dischi e a scoprire nuovi talenti. Questo amore mi ha portato a scrivere e a condividere le mie scoperte, aiutando gli altri a comprendere meglio le tendenze musicali e il panorama culturale attuale. In particolare, mi dedico a esplorare le storie dietro gli artisti e i loro successi, analizzando le classifiche e cercando di semplificare argomenti complessi per renderli accessibili a tutti. Sono impegnato a fornire informazioni utili, accurate e sempre aggiornate, confrontando diverse fonti e seguendo attentamente le evoluzioni del settore. Ogni articolo che scrivo è pensato per arricchire la comprensione del lettore, rendendo la musica un argomento alla portata di tutti.
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