Capire gli AC/DC significa seguire una storia fatta di riff immediati, cambi di formazione e personalità impossibili da sostituire. Il gruppo rock australiano, nato a Sydney nel 1973, ha attraversato generazioni senza rinunciare al proprio linguaggio, ma il ruolo di ogni musicista è cambiato più volte. Qui ricostruisco l’origine della band, i membri attuali e le figure storiche che hanno trasformato il suo suono.
La mappa essenziale per orientarsi nella storia degli AC/DC
- 1973 è l’anno della fondazione a Sydney da parte dei fratelli Angus e Malcolm Young.
- La formazione attuale del tour comprende Angus Young, Brian Johnson, Stevie Young, Matt Laug e Chris Chaney.
- Bon Scott ha definito la prima grande identità vocale del gruppo, mentre Brian Johnson ha guidato la fase successiva.
- Malcolm Young è stato il principale architetto dei riff e della disciplina sonora della band.
- Per conoscere il gruppo conviene partire da Highway to Hell, Back in Black e Power Up.

Come sono nati gli AC/DC a Sydney
Gli AC/DC furono fondati nel 1973 a Sydney dai fratelli Malcolm e Angus Young. Anche se entrambi erano nati in Scozia, la band si formò e crebbe nella scena australiana, motivo per cui viene correttamente considerata uno dei gruppi rock australiani più importanti di sempre.
La prima formazione comprendeva anche il cantante Dave Evans, il bassista Larry Van Kriedt e il batterista Colin Burgess. Il debutto dal vivo arrivò alla fine del 1973 al Chequers di Sydney, in un periodo in cui il gruppo stava ancora definendo il proprio stile tra blues, rock and roll e hard rock.
Il nome della band richiama le sigle inglesi per la corrente alternata e continua. Angus e Malcolm lo lessero su un elettrodomestico della sorella Margaret, anche se il significato più importante sarebbe diventato quello musicale: energia costante, riff essenziali e ritmo senza pause.
Chi sono i membri attuali della band
Nel 2026 la formazione associata agli spettacoli del Power Up Tour ruota attorno ad Angus Young e Brian Johnson, affiancati da musicisti entrati nella fase più recente della carriera. È utile distinguere tra i membri storici della band e la formazione utilizzata dal vivo, perché non tutti i musicisti che salgono sul palco hanno lo stesso ruolo ufficiale nella storia discografica del gruppo.
| Membro | Ruolo | Perché è importante |
|---|---|---|
| Angus Young | Chitarra solista | È il fondatore ancora presente e il volto più riconoscibile degli AC/DC. |
| Brian Johnson | Voce | Ha dato una nuova direzione alla band dopo la morte di Bon Scott. |
| Stevie Young | Chitarra ritmica | È il nipote di Malcolm e ne ha raccolto il ruolo dal vivo e in studio. |
| Matt Laug | Batteria | È il batterista della formazione live più recente. |
| Chris Chaney | Basso | Suona nella formazione dal vivo del Power Up Tour. |
Angus Young resta l’unico membro presente in ogni fase della band. Il suo modo di suonare è riconoscibile per la precisione ritmica, i fraseggi blues e una fisicità scenica diventata parte integrante dello spettacolo, dal celebre completo da scolaretto alla camminata a passo d’anatra.
Brian Johnson è la voce che il pubblico associa soprattutto a Back in Black e ai grandi concerti degli ultimi decenni. Stevie Young, invece, non è soltanto un sostituto familiare: il suo compito è mantenere la struttura ritmica costruita da Malcolm, un elemento decisivo per non alterare l’identità del gruppo.
Le figure storiche che hanno definito il suono
La storia degli AC/DC non si può ridurre alla formazione attuale. Alcuni musicisti hanno lasciato un’impronta così forte da essere ancora presenti nell’immaginario del pubblico, anche dopo la loro uscita o la loro morte.
| Musicista | Periodo o ruolo principale | Eredità artistica |
|---|---|---|
| Malcolm Young | Chitarra ritmica e fondatore | Ha costruito la base dei riff, degli arrangiamenti e della disciplina sonora. |
| Bon Scott | Voce dal 1974 al 1980 | Ha portato ironia, sensualità e una ruvida energia blues. |
| Phil Rudd | Batteria nelle fasi classiche | Il suo stile asciutto ha dato alla band un groove semplice e potentissimo. |
| Cliff Williams | Basso nelle principali formazioni storiche | Ha sostenuto il muro ritmico con linee essenziali e grande affidabilità dal vivo. |
Malcolm Young è stato il vero motore organizzativo del gruppo. Angus attirava gli occhi del pubblico, ma Malcolm teneva insieme le canzoni con riff compatti, pause studiate e arrangiamenti senza fronzoli. A mio avviso, è proprio questa combinazione tra spettacolo e controllo a spiegare perché i brani funzionino ancora così bene.
Bon Scott ha definito la prima epoca con una voce graffiante e testi spesso provocatori, ma sempre sostenuti da un senso del ritmo molto forte. Dopo la sua morte nel 1980, Brian Johnson non cercò di imitarlo: portò un timbro più acuto e muscolare, perfetto per la dimensione da grande arena di Back in Black.
Come sono cambiati i gruppi e le formazioni nel tempo
Gli AC/DC hanno cambiato molti musicisti, ma raramente hanno cambiato formula. La loro evoluzione assomiglia più a una sostituzione di ingranaggi che a una rivoluzione musicale, ed è proprio questo uno dei motivi della loro longevità.
Dai primi anni a Bon Scott
La formazione iniziale fu instabile, come accadeva spesso ai gruppi che suonavano nei locali. L’arrivo di Bon Scott nel 1974 diede però alla band una voce precisa e una presenza scenica che resero riconoscibile il repertorio dei primi album.
Il passaggio a Brian Johnson
La morte di Scott impose una scelta delicata. Con Johnson gli AC/DC pubblicarono Back in Black nel 1980, un disco che non cancellò il passato ma dimostrò che la band poteva continuare con una personalità vocale diversa.
L’assenza di Malcolm Young
Quando Malcolm dovette lasciare l’attività per motivi di salute, Stevie Young entrò stabilmente nel suo ruolo. La sostituzione era difficile perché la chitarra ritmica non è un semplice accompagnamento: negli AC/DC determina il peso, il respiro e la direzione di ogni brano.
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La formazione live più recente
Negli ultimi anni anche batteria e basso hanno avuto una maggiore flessibilità dal vivo. Per questo conviene parlare di formazione del tour quando si descrivono Matt Laug e Chris Chaney, senza confonderli automaticamente con i membri che hanno inciso gran parte della discografia classica.
Perché il suono degli AC/DC resiste ai cambi di formazione
Il segreto non è soltanto la presenza di Angus Young. La band funziona quando cinque ruoli molto semplici sono eseguiti con precisione: una chitarra solista incisiva, una chitarra ritmica stabile, basso e batteria perfettamente agganciati e una voce capace di dominare il volume.
Il termine tecnico più adatto è groove, cioè la sensazione di movimento regolare che fa sembrare il ritmo inevitabile. Phil Rudd lo interpretava con pochissimi colpi, mentre Cliff Williams lo sosteneva con linee di basso semplici. Questa sobrietà lascia spazio al riff e rende i brani immediatamente riconoscibili.
Un errore comune è pensare che la semplicità significhi facilità. Suonare una parte essenziale senza appesantirla richiede grande controllo, soprattutto dal vivo. La band ha sempre puntato su brani diretti, ma dietro quella immediatezza ci sono dinamica, precisione e una selezione severa delle idee.
Da quali album partire per conoscere davvero il gruppo
Per orientarmi nella discografia scelgo quattro tappe, perché mostrano bene l’evoluzione delle voci e delle formazioni senza costringere il nuovo ascoltatore a seguire ogni uscita in ordine cronologico.
- Let There Be Rock del 1977 mostra la ruvidità della fase con Bon Scott e l’importanza dei riff di Malcolm.
- Highway to Hell del 1979 è il punto di equilibrio tra energia blues, melodie memorabili e scrittura da grande pubblico.
- Back in Black del 1980 rappresenta il passaggio a Brian Johnson ed è il disco più indicato per capire la nuova scala raggiunta dalla band.
- Power Up del 2020 guarda alla storia del gruppo con un suono compatto e una forte presenza simbolica di Malcolm Young.
Se si vuole capire soprattutto la personalità dei membri, partirei da Highway to Hell per Bon Scott, passerei a Back in Black per Brian Johnson e ascolterei Power Up per cogliere come Angus e Stevie Young abbiano conservato il nucleo del linguaggio originale.
Il filo che unisce tutte le formazioni degli AC/DC
La formazione è cambiata, ma il principio è rimasto stabile: poche idee, suonate con enorme convinzione. Gli AC/DC sono nati nel 1973 come gruppo australiano di hard rock e sono diventati una band globale proprio perché hanno protetto il proprio carattere invece di inseguire ogni nuova moda.
Per me, la chiave per leggerne la storia è distinguere tra chi ha costruito il suono, chi lo ha reso inconfondibile e chi oggi lo porta sul palco. Angus Young rappresenta la continuità, Malcolm e Bon Scott ne incarnano le fondamenta, mentre la formazione del Power Up Tour dimostra che quel linguaggio può ancora reggere davanti a un pubblico enorme.