Quando si parla di Måneskin, l’attenzione cade spesso sulla voce di Damiano David, ma il basso di Victoria de Angelis è uno degli elementi che ha dato alla band il suo carattere ruvido, fisico e riconoscibile. In questo articolo ripercorro la sua storia, il ruolo nel gruppo romano, il rapporto con gli altri membri e il passaggio alla musica elettronica come DJ e produttrice.
La storia di Victoria in breve
- Nata a Roma il 28 aprile 2000, ha origini italiane e danesi.
- È la bassista e cofondatrice dei Måneskin insieme a Damiano David, Thomas Raggi ed Ethan Torchio.
- Con la band ha vinto Sanremo ed Eurovision nel 2021 grazie a “Zitti e buoni”.
- Dal 2024 porta avanti un progetto personale da DJ e produttrice elettronica.
- Nel 2025 ha pubblicato collaborazioni come “DADDY” con Ashnikko e “KILLA” con Pabllo Vittar e Isabella Lovestory.

Chi è Victoria de Angelis e perché il basso conta così tanto
Victoria de Angelis è una musicista italiana nata a Roma nel 2000. È conosciuta soprattutto come bassista dei Måneskin, ma il suo profilo comprende anche attività da autrice, produttrice e DJ. La sua identità artistica non si limita quindi allo strumento: il basso è il punto di partenza di un linguaggio più ampio, costruito su energia, ritmo e attitudine scenica.
Nel rock il basso viene spesso percepito come un accompagnamento discreto. Nel caso dei Måneskin succede quasi il contrario. Le linee di Victoria sono semplici quando devono sostenere il brano, ma diventano aggressive e molto presenti nei momenti decisivi. A mio avviso, è proprio questa capacità di unire precisione ritmica e presenza scenica ad averla resa riconoscibile anche al pubblico che normalmente non presta attenzione al bassista.
Il suo stile nasce dall’incontro tra rock classico, glam, funk e punk. Non cerca di riempire ogni spazio con virtuosismi, una scelta che considero efficace perché lascia respirare la canzone. Il risultato è un suono diretto, fisico e facilmente leggibile dal vivo.
Come sono nati i Måneskin e chi sono i quattro membri
Il progetto dei Måneskin prende forma a Roma tra il 2015 e il 2016. Victoria e Thomas Raggi si conoscevano già dai tempi della scuola, mentre Damiano David ed Ethan Torchio completarono progressivamente la formazione. Il nome Måneskin, che in danese significa “chiaro di luna”, è legato alle origini danesi della bassista.
| Membro | Ruolo | Elemento distintivo |
|---|---|---|
| Victoria De Angelis | Basso, autrice | Ritmo, groove e forte identità scenica |
| Damiano David | Voce | Carisma teatrale e interpretazione intensa |
| Thomas Raggi | Chitarra | Riff rock e riferimenti alla tradizione blues |
| Ethan Torchio | Batteria | Spinta ritmica e dinamica dal vivo |
La forza del gruppo deriva dal modo in cui questi quattro ruoli si incastrano. Victoria e Ethan costruiscono una base ritmica solida, Thomas aggiunge il taglio chitarristico e Damiano porta il brano verso il pubblico. Separare troppo i singoli contributi sarebbe riduttivo, ma il basso resta il collante che tiene insieme movimento, aggressività e continuità.
Dalla gavetta romana alla conquista del mondo
Prima della fama internazionale, i Måneskin hanno suonato per strada e nei piccoli locali romani. La partecipazione a X Factor nel 2017 ha dato loro una prima grande visibilità, mentre l’album “Il ballo della vita” del 2018 ha trasformato il progetto in uno dei nomi più seguiti della scena italiana.
La svolta è arrivata nel 2021. Con “Zitti e buoni” la band ha vinto il Festival di Sanremo e, pochi mesi dopo, l’Eurovision Song Contest. Il successo non è dipeso soltanto dal brano, ma dalla sensazione di assistere a una band vera, con una forte chimica dal vivo e un’immagine difficile da separare dalla musica.
In questa fase Victoria ha avuto un ruolo importante anche sul piano simbolico. La sua presenza ha contribuito a rendere il basso uno strumento visibile, sensuale e centrale, soprattutto per un pubblico giovane che spesso identifica il rock soltanto con il cantante o il chitarrista. “Teatro d’ira: Vol. I” e il successivo “Rush!” hanno consolidato questa formula su una scala internazionale.
Il passaggio dal rock alla musica elettronica
Dopo gli anni di tour con i Måneskin, Victoria ha iniziato a dedicare più spazio alla musica elettronica. Il passaggio non è stato improvviso: durante le tournée aveva già sperimentato i DJ set nelle feste dopo i concerti. Nel 2024 ha quindi avviato ufficialmente il suo progetto solista, trasformando la curiosità per i club in un’attività professionale.
Il primo singolo, “GET UP BITCH! Shake ya ass” con Anitta, ha mostrato subito una direzione diversa dal rock della band. La traccia combina elettronica, influenze baile funk, ritmo latino e una componente techno pensata per il dancefloor. Non è una semplice variazione estetica: cambia il modo di costruire la musica, perché il centro non è più il riff ma la ripetizione ipnotica del beat.
Nel 2025 il progetto si è allargato con brani e collaborazioni come “DADDY” con Ashnikko, “Whistle”, “T-Shirt”, “CLUBHOUSE” e “KILLA”. La scelta di lavorare con artiste e producer provenienti da mondi diversi suggerisce una strategia precisa: Victoria non sta cercando di replicare i Måneskin in versione elettronica, ma di costruire un’identità autonoma.
La differenza si sente anche nelle esibizioni. Come DJ, non deve sostenere una struttura composta da strofa, ritornello e assolo, ma creare una progressione continua di tensione e rilascio. Io considero questo il punto più interessante della sua evoluzione, perché mette in primo piano selezione dei suoni, ritmo e controllo dell’energia, non soltanto la notorietà ottenuta con la band.
Victoria e il futuro dei Måneskin nel 2026
La pausa dei Måneskin è iniziata dopo anni di attività quasi ininterrotta e ha permesso ai quattro membri di esplorare percorsi personali. Victoria si è concentrata soprattutto sui DJ set e sulla produzione elettronica, mentre gli altri componenti hanno seguito direzioni differenti. Al momento non è corretto parlare di scioglimento ufficiale, ma nemmeno dare per scontato un ritorno discografico imminente.
Nel settembre 2026 è stata annunciata una possibile reunion dei quattro a Sanremo 2027, almeno come ospiti. Questo appuntamento avrebbe un valore simbolico forte, perché riporterebbe il gruppo sul palco che ha dato inizio alla sua consacrazione italiana. Non equivale però, da solo, alla conferma di un nuovo album o di un tour completo.
Per chi segue la bassista, la notizia più concreta resta quindi il suo percorso solista. Il progetto elettronico le permette di sperimentare senza dover rispettare l’identità sonora dei Måneskin. A mio giudizio, questa libertà può rendere più interessante anche un eventuale ritorno della band, perché ogni membro potrebbe portare nuove influenze senza cancellare ciò che il gruppo ha costruito.
Cosa rende riconoscibile il percorso della bassista romana
La storia di Victoria De Angelis funziona perché non segue una sola traiettoria. Prima ha contribuito a riportare il rock italiano al centro dell’attenzione internazionale, poi ha usato quella visibilità per entrare in un territorio completamente diverso. Il suo caso dimostra che il ruolo di un musicista in una band non deve diventare un’etichetta permanente.
Per capire davvero il suo percorso conviene ascoltare due lati distinti: i brani dei Måneskin, dove il basso sostiene la tensione della band, e le produzioni soliste, dove il ritmo diventa il protagonista assoluto. La continuità non sta nel genere, ma nell’attitudine: energia, libertà creativa e rifiuto delle categorie rigide.
Che torni presto sul palco con i Måneskin oppure continui a sviluppare la sua carriera elettronica, Victoria ha già dimostrato di avere una voce musicale riconoscibile anche senza cantare in primo piano. Ed è probabilmente questa la qualità che continuerà a distinguerla nel panorama italiano e internazionale.