La storia di Gerardina Trovato è quella di una cantautrice capace di trasformare esperienze personali, inquietudini e senso di appartenenza in canzoni pop dal forte impatto emotivo. Dall’esordio a Sanremo negli anni Novanta fino al ritorno alla musica con un nuovo singolo nel 2025, ripercorro carriera, brani più importanti, collaborazioni e percorso artistico.
La carriera di una voce siciliana tra successo e rinascita
- Esordio: seconda tra le Nuove Proposte a Sanremo 1993.
- Brano simbolo: “Ma non ho più la mia città” racconta il distacco dalla Sicilia.
- Successi: “Non è un film”, “Vivere”, “Piccoli già grandi” e “Gechi e vampiri”.
- Collaborazioni: ha lavorato con Andrea Bocelli e Renato Zero.
- Ritorno: nel 2025 ha pubblicato il singolo “Credo nei miracoli”.

Dalla Sicilia a Roma inseguendo la musica
Nata a Catania nel 1967, la cantautrice cresce in una famiglia dove la musica ha un ruolo importante. La madre insegna pianoforte e lei mostra interesse per il canto fin da bambina, ma la scelta professionale arriva più avanti, dopo il diploma di ragioneria e il trasferimento a Roma.
Nella capitale affronta la parte meno visibile del mestiere, lavorando anche come corista e cercando occasioni per far ascoltare i propri provini. L’incontro con il giornalista Piero Vivarelli si rivela decisivo, perché permette alla giovane artista di arrivare all’attenzione di Caterina Caselli, allora alla guida della Sugar.
Caselli affida il progetto al produttore Mauro Malavasi, una scelta importante per definire il suono dell’esordio. La voce della cantante non è costruita per essere elegante a tutti i costi: ha una componente ruvida, pop e soul, che rende credibili anche i passaggi più vulnerabili. È proprio questa immediatezza, secondo me, ad averla distinta da molte interpreti della stessa generazione.
Il successo arriva con Sanremo nel 1993
Il grande pubblico conosce la cantante al Festival di Sanremo 1993, dove presenta “Ma non ho più la mia città” nella categoria Nuove Proposte. Il brano conquista il secondo posto, alle spalle di Laura Pausini, e diventa rapidamente il punto di partenza di una carriera nazionale.
La canzone parla del trasferimento da Catania a Roma e del sentimento ambivalente di chi cerca una nuova strada senza riuscire a recidere il legame con il luogo d’origine. Non è soltanto una ballata autobiografica: intercetta un’esperienza comune a molti italiani, quella di partire per costruirsi un futuro e sentirsi comunque legati alla propria città.
Nello stesso anno esce l’album d’esordio, intitolato semplicemente “Gerardina Trovato”. Il disco mescola pop, rock e soul e ottiene un importante riscontro commerciale, fino a conquistare il disco di platino. Brani come “Sognare, sognare” e “Lasciami libere le mani” mostrano una personalità già riconoscibile, lontana dall’idea di una cantante arrivata a Sanremo con un singolo isolato.
“Non è un film” e gli anni più intensi
Nel 1994 l’artista torna all’Ariston tra i Campioni con “Non è un film”, classificandosi quarta. Il brano affronta gli orrori della guerra in Bosnia e si distingue per un tono più drammatico rispetto al debutto. Anche il videoclip, realizzato con la sensibilità visiva di Oliviero Toscani, contribuisce a dare alla canzone un peso che supera la semplice gara televisiva.
Il brano dà il titolo al secondo album, pubblicato nello stesso periodo. Qui la scrittura diventa più ampia e affronta guerra, relazioni, solitudine e ricerca di identità. Io considero questo passaggio particolarmente significativo, perché dimostra che il successo sanremese non l’ha spinta verso formule più facili: al contrario, ha mantenuto una certa tensione narrativa.
In quegli anni arriva anche la collaborazione con Andrea Bocelli. Il duetto “Vivere” unisce due interpretazioni molto diverse, ma complementari, e porta la cantautrice anche fuori dal circuito dei suoi brani più personali. La collaborazione con Bocelli resta uno dei momenti più prestigiosi della sua discografia.
Gli album, i duetti e le canzoni da riscoprire
A metà degli anni Novanta la cantante pubblica “Ho Trovato Gerardina”, un album che conserva la sua grinta ma lascia spazio a una scrittura più morbida. “Amori amori” e “Piccoli già grandi” diventano i singoli principali, mentre “Voglio di più” e “Cambierò domani” mostrano un lato più riflessivo.
Nel disco trova posto anche “E già”, il duetto con Renato Zero. È una collaborazione interessante perché mette a confronto due personalità vocali molto forti senza cancellare l’identità dell’interprete siciliana. “Piccoli già grandi”, invece, porta la cantante anche al Festivalbar e conferma la sua presenza nella musica popolare dell’estate.
| Periodo | Pubblicazione o evento | Perché è importante |
|---|---|---|
| 1993 | Album d’esordio e “Ma non ho più la mia città” | Segna il debutto nazionale e il secondo posto tra le Nuove Proposte. |
| 1994 | “Non è un film” | Porta a Sanremo un tema civile legato alla guerra in Bosnia. |
| 1994 | “Vivere” con Andrea Bocelli | Allarga il pubblico e valorizza la sua dimensione interpretativa. |
| 1996 | “Ho Trovato Gerardina” | Mostra un’evoluzione più matura tra pop, introspezione e collaborazioni. |
| 2000 | “Gechi e vampiri” a Sanremo | Racconta una fase più personale e segna il ritorno all’Ariston. |
Nel 1997 esce la raccolta “Il sole dentro”, arricchita da alcuni brani inediti. Nel 2000 la voce catanese torna al Festival con “Gechi e vampiri”, canzone dal tono autobiografico, e pubblica una nuova raccolta dedicata ai suoi successi. Per chi vuole riscoprirla oggi, partire dai tre album degli anni Novanta è più utile che limitarsi alle compilation, perché permette di seguire l’evoluzione della sua scrittura.
Il periodo lontano dai riflettori e il ritorno alla musica
Dopo la fase di grande visibilità, la carriera attraversa anni più difficili e una lunga lontananza dai principali palcoscenici. L’artista ha parlato pubblicamente di problemi di salute, difficoltà economiche e familiari, ma questi aspetti vanno trattati con rispetto: non spiegano da soli il valore della sua musica e non dovrebbero trasformare la sua biografia in semplice cronaca.
Negli anni Duemila pubblica l’EP “I sogni”, collabora con i VerbaVolant nel brano “M’ama, non m’ama” e lavora ad altri singoli, tra cui “Un’altra estate”, “I nuovi mille” con Lucariello e “Mi innamorerei”. La produzione è meno continua rispetto agli anni d’oro, ma il filo della cantautrice non si interrompe del tutto.
Nel 2024 torna a esibirsi in pubblico dopo un’assenza prolungata, sostenuta dall’affetto del pubblico e da nuovi appuntamenti dal vivo. Il dato più interessante non è soltanto il ritorno sulle scene, ma la possibilità di riascoltare quei brani in un contesto diverso, lontano dalla pressione televisiva degli anni Novanta.
“Credo nei miracoli” mostra una nuova fase
Nel 2025 arriva “Credo nei miracoli”, singolo pubblicato a luglio e presentato in anteprima in televisione. Il brano parla di paura, identità e speranza, con un tono più intimo rispetto ai pezzi che l’avevano resa famosa.
Non si tratta della ripetizione nostalgica del passato. La canzone funziona proprio perché mette al centro una consapevolezza nuova, quella di chi ha attraversato una fase complessa e prova a riprendere il controllo della propria voce. Al momento, il singolo rappresenta soprattutto un segnale di rinascita e non va confuso con l’annuncio di un nuovo album completo.
Per capire il percorso attuale consiglio di ascoltarlo dopo “Ma non ho più la mia città” e “Non è un film”. Il confronto fa emergere una continuità precisa: cambiano gli arrangiamenti e il momento della vita, ma resta la volontà di cantare senza nascondere le fragilità.
Perché vale la pena riascoltarla oggi
La sua discografia conserva interesse perché unisce pop accessibile e scrittura personale. I brani più noti parlano di partenze, guerra, relazioni e bisogno di libertà, temi che non dipendono da una singola stagione televisiva.
La chiave migliore per avvicinarsi alla sua musica è ascoltare prima l’album del 1993, poi “Non è un film” e infine “Ho Trovato Gerardina”. Solo così si percepisce davvero il percorso di una voce che ha conosciuto il successo molto presto, ha attraversato un lungo periodo lontano dai riflettori e nel 2025 ha scelto di tornare a raccontarsi attraverso una canzone nuova.